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Egemonia culturale, intellettuali e società civile

I concetti chiave del pensiero gramsciano

Egemonia culturale

Il concetto più noto di Gramsci è quello di egemonia culturale. A differenza di Marx, che enfatizzava il dominio economico come base del potere, Gramsci mostrò come la classe dominante mantenga il controllo non solo con la forza, ma soprattutto attraverso il consenso.

L'egemonia si realizza quando le idee, i valori e le credenze della classe dominante diventano il "senso comune" — ciò che tutti considerano ovvio, naturale, "come stanno le cose". Questo avviene attraverso:

  • Il sistema educativo
  • I media e l'industria culturale
  • Le istituzioni religiose
  • Le pratiche quotidiane e i costumi sociali
"Ogni rapporto di egemonia è necessariamente un rapporto pedagogico." — A. Gramsci

Intellettuali organici vs. intellettuali tradizionali

Gramsci distingue due tipi di intellettuali:

Intellettuali tradizionali: si presentano come indipendenti e al di sopra delle classi sociali (accademici, clero, letterati). In realtà, secondo Gramsci, svolgono spesso una funzione conservatrice.

Intellettuali organici: sono consapevolmente legati a una classe sociale e ne elaborano la visione del mondo. Ogni classe che aspira all'egemonia deve produrre i propri intellettuali organici — giornalisti, insegnanti, attivisti, artisti — che diano forma e coerenza alla propria cultura.

Società civile e società politica

Per Gramsci lo Stato non è solo l'apparato di governo e le forze dell'ordine (società politica). Lo Stato in senso ampio include la società civile: scuole, chiese, media, associazioni, partiti, sindacati.

È nella società civile che si gioca la partita dell'egemonia. Chi controlla la cultura controlla il consenso, e chi controlla il consenso governa senza bisogno della sola coercizione.

Guerra di posizione vs. guerra di movimento

  • Guerra di movimento: assalto diretto al potere (la rivoluzione russa del 1917)
  • Guerra di posizione: conquista graduale dell'egemonia nella società civile, costruendo istituzioni culturali alternative, media indipendenti, educazione popolare

Gramsci riteneva che nelle società occidentali avanzate, dove la società civile è forte e articolata, la guerra di posizione fosse la strategia necessaria.

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