Collettivizzando le rubriche...
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Rubrica curata da Elisa Perindani

“Frammenti di Economia è una rubrica di rassegna e commento critico su economia, politica industriale e trasformazioni del capitalismo contemporaneo. Attraverso articoli, analisi e spunti di lettura, mette in relazione decisioni politiche, dinamiche di mercato e impatti sociali, con uno sguardo accessibile ma non semplificato.”
Micheal Roberts commenta i dati attuali sul ruolo dell'IA nell'economia americana, e fornisce un'analisi delle varie teoie che la vedono al centro di una nuoa fase di distruzione creativa dell'economia in stile Schumpeter. Consigliatissimo a chi mastica un po' di economia politica.
1,5 milioni di faiglie versano in grave disagio abitativo, il 40% degli stipendi al Sud se ne va in affitti, e ci sono 4 milioni e mezzo di immobili sfitti da immettere sul mercato per colmare la domanda. Questo il quadro (drammatico) del mercato immobiliare tracciato nell'ultima edizione dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare.
Il 2025 ha visto un picco nel processo di acquisizione e fusione fra soggetti di credito e gestori patrimoniali (strano, come se un certo intellettuale russo lo avesse predetto circa 110 anni fa, coincidenze). I ragazzi di Valori ci illustrano perchè questo sia un pericolo per le fasce più deboli della popolazione e quali rischi può comportare per la democrazia.
255 milioni di abitanti (in crescita!), un debito pubblico da rifinanziare continuamente con soldi esteri, una competitività industrile stagnante e limitate riserve di denaro liquido a disposizione. L'economia pakistana è appesa a un filo. Nel mentre i giganti del mondo stanno a guardare e preparano le proprie mosse.
"Vendo energia ai cinesi che la vendono agli indiani" semicit. Il governo di Pechino punta strategicamente alle immense risorse idroelettriche nepalesi (di cui oggi solo il 10% è utilizzato!) con l'obiettivo di costruire infrastrutture per esportare energia al vicino indiano. Un progetto ambizioso che potrebbe contribuire al (timido) disgelo in corso fra Pechino e Nuova Delhi, in uno scenario win win per tutti e tre i paesi coinvolti.
Ogni tanto conviene ripartire dalle basi, ed è quello che oggi i ragazzi di Valori ci invitano a fare, con un ebook che ci fornisce un quadro d'insieme dettagliato dell'imposta, di chi colpisce, dei vantaggi e svantaggi e del suo ruolo nel quadro economico.
Mentre i rumors su ipotetiche monete dei BRICS continuano a circolare (e continuano a essere cazzate), i paesi in questione stanno pianificando di riunirsi per sviluppare un sistema di pagamento basato sulle monete digitali delle banche centrali (CBDCs). Infrastrutture strategiche per bypassare lo SWIFT, il sistema di pagamento internazionale oggi in uso (e in mano americana).
Nel cuore del rivolgimento commerciale mondiale,in corso dal Liberation Day trumpiano, l'UE e l'India hanno firmato un accordo commerciale di cruciale importanza per entrambi. Monica de Sisto su Sbilanciamoci offre una prima prospettiva a riguardo, evidenziando le potenziali criticità.
La Cina annuncia di star prendendo in considerazione una serie di misure per tutelare i lavoratori i cui posti di lavoro sono direttamente minacciati dall'IA. La soluzione per ora sembrerebbe consistere però in un semplice retraining degli stessi, che probabilmente farà solo da toppa temporanea in attesa che l'IA sostituisca definitivamente il lavoro umano in alcuni ambiti. Davvero poca visione.
Alessandro Volpi analizza come anche Donald Trump, sebbene sembri comportarsi come una scheggia impazzita, abbia dei padroni a cui rispondere, rappresentati dai 3 grandi fondi di investimento Blackrock Vanguard e State Street. Senza questi fondi a comprare il debito americano, Washington avrebbe le mani legate. Un patto faustiano nascosto in piena vista.
In un primo segnale forte di distensione commerciale fra Canada e Cina, un'impresa cinese ha proceduto all'acquisizione della canadese Allied Gold, specializzata nel settore dell'estrazione aurifera. Una mossa che riplasma la geografia estrattiva del pianeta e apre a una nuova fase fra Ottawa e Pechino.
L'acqua è umida, il fuoco brucia e le grandi corporations barano sugli standard climatici. Nulla di nuovo sotto il sole. Valori ci ripropone una disamina di come una coalizione di grandi gruppi stia spingendo per l'adozione di standard di rendicontazione delle emissioni che sottovalutino sistematicamente l'impatto di alcuni settori altamente inquinanti, in modo da favorirli.
Micheal Roberts ci offre una disamina dello stato dell'economia americana in questo 2026 che si preannuncia di fuoco. Il quadro è chiaro: il 10% più ricco si arricchisce alla grande, il restante 90% diventa sempre più povero. Questo è il modello che vogliono importare anche da noi.
27 province cinesi su 31 hanno annunciato aumenti del salario minimo per il 2026, con 24 di queste che hanno annunciato aumenti superiori alla crescita del Pil annuo per il 2025. L'obiettivo di queste misure è stimolare la crescita dei consumi interni in un paese dove si investe tanto e consuma poco. Nel mentre in Italia i salari sono fermi da 30 ANNI.
Nonostante molti la dessero per morta terminata o al più frammentata in mille rivoli, prosegue la politica cinese della Belt and Road, con 214 miliardi di dollari di investimenti in un anno. Africa e Asia Centrale sono i perni di questo piano. Il focus si sta inoltre spostando, dal settore dei trasporti a quelli dell'energia (pulita e fossile) a quello minerario. Siamo in piena corsa alle supply chains?
La geografia commerciale del mondo sta cambiando rapidamente: dopo gli accordi commerciali Cina-Canada e Ue-Mercosur, è in via di completamento un colossale accordo di libero scambio Ue-India (su cui torneremo in futuro). Nemmeno un anno è passato dal Liberation Day di Trump, e le carte del commercio mondiale si stanno già rimescolando.
Alessandro Volpi su Altreconomia ci fornisce un quadro delle ragioni strutturali dietro la (geo)politica trumpiana, fatta di aggressività dentro e fuori i confini del paese e di corsa alle risorse. In una parola? Debito. Tanto, tanto debito.
I ragazzi di The Lever ci proiettano un quadro del conflitto intestino al capitale Usa fra settore delle crypto e finanza tradizionale centrata su Wall Street. Una guerra di lobbisti senza esclusione di colpi. Chi perde? Il 99%
In base alla bozza del nuovo decreto Pnrr i servizi ferroviari coperti attualmente dagli Intercity potranno essere messi a gara, aprendo così al settore privato. I pendolari di questo paese non vedevano l'ora di essere vessati da un padrone privato!
Per far fronte alla crescente domanda di energia elettrica e per rimodernare le proprie infrastrutture, il Governo cinese prepara 4 trilioni di yuan di investimenti sulla rete elettrica. Una mossa chiave anche nel quadro della corsa all'AI migliore in atto fra Usa e Cina. Del resto c'è chi pianifica e investe e chi lascia tutto a ca... al mercato.
Dopo aver rapito Maduro e initmidito il Governo venezuelano di consegnargli il proprio petrolio (con un grado di successo ancora da capire), Trump punta alla produzione mineraria della zona dell'Orinoco, particolarmente a quella aurea. Ah, e già che c'è fa un po' di insider trading a favore dei soliti noti, come ormai non fa più notizia riportare.
Oggi ci tuffiamo nella finanza internazionale, più precisamente in Giappone, dove Asia Times ci informa delle prospettive economiche dietro l'impennata dei tassi sui titoli di Stato giapponesi, e del perchè questo costituisce (e non) un elemento di instabilità nella terza economia d'Asia.
Negli ultimi mesi si sta discutendo, nel silenzio generale, la privatizzazione di pezzi rilevanti della rete ferroviaria italiana. Sullo sfondo come sempre i grandi fondi di investimento internazionali, Blackrock in primis. I "sovranisti" accorrono lesti a svendere il paese per l'ennesima volta? Strano, non succede mai!
Il Governo cinese si scaglia contro la pratica degli e-commerce di far pagare prezzi diversi a clienti diversi in base alle loro abitudini di spesa. Una misura di civiltà che segue la politica generale di regolamentazione della sfera digitale di Pechino. Speriamo questo trend possa confermarsi in futuro.
Luca Telluri sulla necessità di un nuovo Piano Casa nazionale come strumento di rilancio dell’edilizia sociale pubblica in Italia, a fronte di 650000 domande stimate di case popolari e di un settore privato che non riesce a combinare sostanzialmente nulla per arginare il problema.
Nel silenzio generale dei commentatori, l’India sta eliminando le restrizioni alla partecipazione a appalti pubblici per le imprese cinesi, aprendo così un mercato enorme alla Cina. Un segno di distensione in un’epoca di tensioni? Sicuramente un granello di speranza per un futuro più pacifico fra queste due potenze.
Con la crisi climatica che diventa una realtà sempre più concreta, è forse arrivato il momento di porre fine al feticcio dell’indipendenza delle Banche Centrali? (Se ve lo state chiedendo, SI, non da oggi, dall’altro ieri). Valori ci riporta uno studio a riguardo.
Nakedcapitalism ricostruisce una breve storia dei rapporti economici fra OpenAI e Microsoft. Da non perdere se volete avere una panoramica più chiara degli intrecci fra i giganti che decidono le sorti di una fetta di economia globale.
I ragazzi di Coniare Rivolta tornano all’attacco con un’analisi dell’(imbarazzante) politica industriale europea nel settore dell’automotive, e con una piccola proposta alternativa per una politica a favore dei lavoratori e delle realtà produttive del settore.
Il 2026 potrebbe essere l’anno dell’esplosione dei prezzi del silicio? Con l’esplosione delle AI la domanda di silicio sta schizzando alle stelle, ma le infrastrutture produttive potrebbero impiegarci anni a tenere il passo. Dopo il decollo dei prezzi delle RAM, un altro passo verso PC “che costano milioniiiii all’uomooo” (cit)
Dal 1 Gennaio l’Unione Europea ha imposto nuovi dazi sulle importazioni ad alto contenuto di emissioni di carbonio, particolarmente per acciaio e cemento. La cosa non è stata presa molto bene dalla Cina, che minaccia ritorsioni commerciali, seguita (forse) dagli USA. La guerra commerciale fra i blocchi infuria colpo su colpo, e non sembra poter finire a breve.
Una breve ma efficace analisi riassuntiva sui due modelli di sviluppo alternativi a livello globale attualmente, quello cinese e quello americano. Entrambi presentano sfide strutturali molto importanti e ciascuno ha degli “assi nella manica”.
I ragazzi di Coniare Rivolta ci regalano un’analisi complessiva della manovra finanziaria per il 2026. Il quadro è da horror, ma probabilmente lo sapevate già. Utile per farsi le idee più chiare!
Senza troppo clamore mediatico, il governo giapponese propone un progetto in partnership con oltre 30 colossi dell’hi tech mondiale per produrre chip a 2nm (lo standard più avanzato attualmente) dal 2027, con ulteriori progressi previsti entro il 2030. Un nuovo concorrente per la taiwanese TSMC? La battaglia dei chip diventa sempre più importante fra indotti economici e ricadute geopolitiche.
Il 2025 è stato l’anno dei Bitcoin impiegati come asset di riserva da parte di alcune grandi aziende. Questo articolo riporta le tensioni che questa scelta sta creando nel mondo della finanza e le possibili implicazioni, quali ad esempio l’amplificazione delle fluttuazioni del valore degli asset a bilancio e quindi della solidità di intere imprese.
Il prof. Volpi ci illustra come le grandi partecipate statali, invece di massimizzare il benessere pubblico, stiano puntando solo a risultati finanziari a breve, e quanto per farlo si stiano gettando nella speculazione finanziaria invece di promuovere investimenti nell’economia reale. Imperdibile as usual.
In Cina, su scala locale si sta sperimentando la concessione di maggiori ferie ai lavoratori per incoraggiare il tempo libero, e di conseguenza i consumi. In Europa invece stiamo tornando alla settimana lavorativa da 60 ore (vedi Grecia). Superfluo aggiungere altro.
Sauditi ed emiratini proseguono la loro campagna di shopping planetario a suon di petrodollari. A questo giro è il turno di filiere agricole e alimentari in giro per il mondo, con una valenza sia economica che strategica, per paesi (come gli UAE) che importano gran parte del loro fabbisogno alimentare.
La finanza europea si dimostra totalmente all-in sul riarmo, con i fondi dedicati che assorbono 4 volte i fondi di quelli dedicati all’IA! L’ombra lunga della guerra si allunga sul suolo europeo, ma non tutti la subiranno alla stessa maniera!
La Cina ha recentemente sfondato quota 1000 miliardi di dollari di surplus commerciale, e potrebbero arrivare ritorsioni protezionistiche a pioggia dal resto del mondo, secondo gli esperti intervistati dal South China Morning Post. La Guerra Commerciale viaggia verso un nuovo round?
L’Antitrust multa Ryanair per 225 milioni di euro per il solito abuso di posizione dominante. Il solito multino inutile, il solito approccio liberale alla lotta contro i monopoli (fa tenerezza!).
Le aziende Statali cinesi Sinopec e China National Aviation Fuel Group sembrano essere sul punto di una fusione, che creerebbe un colosso verticalmente integrato del settore energetico e petrolifero in particolare. Vedremo se questa strategia di razionalizzazione pagherà o se non si riusciranno a creare sinergie fra questi due giganti.