Collettivizzando le rubriche...
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Vediamo le mosse del presidente e delle maggiori compagnie USA, petrolifere e non solo, attorno al sequestro del presidente del Venezuela Maduro, perché, come diceva qualcuno, se vuoi capire il crimine organizzato (anche quello legalizzato) devi seguire i soldi..!

Pepe Escobar, rock star del giornalismo geopolitico internazionale, è ormai una compagnia familiare del nostro seguire il mondo e ve lo proponiamo sempre, anche per via del suo stile vivace. Qui la sua ultima analisi sull'evolversi della vicenda venezuelana.

Da Rossiskaja Gazeta, un punto di vista russo sull’incontro tra Zelensky e la “coalizione dei volenterosi” avvenuto a Parigi.

Breve articolo sul tentativo di colpo di stato sventato in Burkina Faso il 3 Gennaio, di cui vi abbiamo accennato a inizio settimana. I social africani sono incandescenti riguardo la vicenda.

Guancha è un grande aggregatore cinese, con contributori di alto livello e una community di milioni e milioni di persone. Una delle nostre finestre sull’Asia. Qui un articolo sulla visita del ministro Wang Yi in quattro paesi dell'Africa e una spiegazione del contesto.

Nota del Ministero dei Trasporti della Federazione Russa sulla petroliera Marinera con commento di Elena Panina. Da sapere: anche il Ministero degli Affari Esteri si è espresso, tramite Maria Zakharova. La vicenda, al netto del palese atto di pirateria americano-britannico, non è ancora del tutto chiara.

A Licata, quasi due anni dopo l’incendio della discarica che ha condizionato la vita delle persone per due settimane, tra scuole e uffici chiusi, mancano ancora studi sulle nocività dei rifiuti bruciati e ancora presenti, e soprattutto interventi di contenimento del danno a partire dalla copertura degli stessi. La situazione ha investito la politica dalla Regione allo Stato fino all’UE, che dato l’immobilismo evidentemente hanno altre priorità; ma quali?

In questo lungo e dettagliato articolo, Monica Frassoni fa il punto sulle revisioni recenti del Green New Deal e della normativa ambientale e sanitaria europea connessa al cambiamento climatico, ed evidenzia come, in nome della semplificazione, della competitività e delle difficoltà delle imprese, l’UE si stia pericolosamente bloccando a metà strada della transizione, con il rischio di arretrare mentre il mondo va decisamente avanti.

Negli ultimi anni la normativa ESG (Environmental, Social, and Governance) sulla sostenibilità ha coinvolto e convogliato una quantità crescente di finanziamenti dell’Unione, al punto da rappresentare ormai la metà dei fondi totali europei: un bocconcino così succulento poteva rimanere al riparo dalla fame dell’industria degli armamenti? Ah, ovviamente parte dei fondi va anche all’azienda bellica principale dell’unica “democrazia” del Medio Oriente: forse bisognava fare il cappotto termico alle case della Striscia?

Ripropongo questa vecchia intervista di Curtis Yarvin - considerato l'ideologo di riferimento del vicepresidente Vance con un avvertimento per i lettori dallo stomaco debole: una rilettura retrospettiva dopo appena un anno di amministrazione Trump può provocare gravissimi effetti collaterali.
