Collettivizzando le rubriche...
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Sintesi curata dalla TASS dell'importante intervista di Lavrov ai media turchi. Parla di accordi, Zelensky, guerra, Europa e relazioni internazionali. Lavrov è una delle voci che contano nella diplomazia mondiale, ma spesso in Occidente viene distorto ed è un peccato, perchè seguirlo sarebbe importante.

Questa è una bomba per chi segue l'Asia occidentale o vuole capirla meglio. Sharmine Narwani intervista il professor Marandi su tutte le domande chiave del momento. Non perdetevela, contiene anche il link video per chi preferisce ascoltare o guardare.

Ma l'avevamo detto. Articolo di Izvestia, la NATO crea la banca del riarmo, spero siate pronti perchè si fa sul serio. In prima fila, i soliti sospetti del Nord Europa, chi altro. Chi volesse approfondire la questione riarmo può leggere anche la nostra analisi "Cover Your Ass" nella sezione articoli del sito.

Interessante riflessione di natura culturale sul gusto popolare e il costume che ci aiuta a capire che momento sta attraversando la società russa. Non sottovalutate questo momento e questo passaggio, è uno spartiacque che rimarrà, capirlo aiuta a vedere molte cose.

Guancha ci racconta e spiega la visita di Starmer a Beijing, con un grosso seguito di operatori economici britannici. Dentro questa visita c'è tutto lo spettro: dai dolori fantasma dell'ex-Impero in cerca di nuove sottane dietro cui nascondersi al Divide et Impera rivolto all'Eurasia. Da parte cinese, il potere e la diplomazia: "trasformare i nemici in neutrali, i neutrali in alleati, gli alleati in amici", il Grande Gioco non è per palati delicati.

La classica "multivettorialità" post-sovietica in azione. Non è niente di nuovo, ma potete scommettere che sarà da tenere d'occhio. Il "Torneo delle Ombre" non è storia passata, nemmeno durante l'integrazione eurasiatica.

Questo farà molto discutere in Occidente, possiamo scommetterci. Il Burkina Faso di Traorè ha le idee chiare: il multipartitismo post-coloniale non è democrazia, ma apertura alle ingerenze esterne. E la tensione nel Sahel non cala, anche se se ne parla poco. Vedremo come il governo Traorè riorganizzerà la rappresentanza politica interna. Nel frattempo, inizia il conto alla rovescia per iniziare a sentirlo chiamare "dittatore" dai burocrati euro-atlantici.

Lasciate che sia il presidente del Niger a dirvelo. Spoiler: l'attacco è stato sventato e ci sono prigionieri. Ragionevolmente, racconteranno cose. Ripetiamo: il Sahel si scalda.

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