Collettivizzando le rubriche...
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Senza troppo clamore mediatico, il governo giapponese propone un progetto in partnership con oltre 30 colossi dell’hi tech mondiale per produrre chip a 2nm (lo standard più avanzato attualmente) dal 2027, con ulteriori progressi previsti entro il 2030. Un nuovo concorrente per la taiwanese TSMC? La battaglia dei chip diventa sempre più importante fra indotti economici e ricadute geopolitiche.

Il 2025 è stato l’anno dei Bitcoin impiegati come asset di riserva da parte di alcune grandi aziende. Questo articolo riporta le tensioni che questa scelta sta creando nel mondo della finanza e le possibili implicazioni, quali ad esempio l’amplificazione delle fluttuazioni del valore degli asset a bilancio e quindi della solidità di intere imprese.

Il prof. Volpi ci illustra come le grandi partecipate statali, invece di massimizzare il benessere pubblico, stiano puntando solo a risultati finanziari a breve, e quanto per farlo si stiano gettando nella speculazione finanziaria invece di promuovere investimenti nell’economia reale. Imperdibile as usual.

In Cina, su scala locale si sta sperimentando la concessione di maggiori ferie ai lavoratori per incoraggiare il tempo libero, e di conseguenza i consumi. In Europa invece stiamo tornando alla settimana lavorativa da 60 ore (vedi Grecia). Superfluo aggiungere altro.

Interessante articolo sulla produzione autoctona di microchip, a uso militare ma non solo, nella Federazione Russa. La litografia da 65 nanometri è più che sufficiente per la grande maggioranza dei sistemi d'arma avanzati e non si parla di sperimentazione, ma di produzione in serie.

Il professor Zhok espone in maniera chiara e lucida la dinamica politica interna all' UE a partire dal caso delle sanzioni a Jacques Baud

Il punto di vista di Global Times, importante finestra comunicativa della Cina sul mondo anglofono, sui negoziati tra Thailandia e Cambogia mediati da Beijing.

Nella notte tra lunedì e martedì il governo ha presentato un emendamento alla manovra di bilancio che costituisce un malcelato favore ai cd. “datori” di lavoro: quando un giudice riconosce che al/la lavoratore/trice non sia stato pagato un salario dignitoso (art. 36 Cost.), il datore deve adeguare il salario da quel momento in poi ma non è tenuto a versare gli arretrati; una sorta di condono ma dello sfruttamento pregresso, che sicuramente aiuterà la classe lavoratrice e l’economia italiane a riprendere un sentiero di crescita sostenibile e virtuosa…

Le cattive notizie dalla manovra di bilancio non riguardano solo i lavoratori e le lavoratrici in appalto, al contrario: deluso anche il personale sanitario, sia dipendente sia convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, per una serie di retrofront - alcuni riguardanti fondi già stanziati - che proseguono il pluridecennale definanziamento del settore e rivelano ancora la mancanza di strategia per un diritto fondamentale dell’essere umano: la salute.

Altro settore sotto attacco è quello dell’università. Dopo gli ultimi anni di tentativi di riforme contrattuali a bilancio inalterato, anche il governo Meloni interviene in materia e riesce ad innovare: al definanziamento, ormai un po’ demodé, aggiunge l’intensificazione del controllo governativo, sia sui singoli atenei che sulla produzione di ricerca accademica come valutata da ANVUR. E si capisce: l’Italia deve campare di cibo e soprattutto turismo, basta pensare!
