Collettivizzando le rubriche...
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27 province cinesi su 31 hanno annunciato aumenti del salario minimo per il 2026, con 24 di queste che hanno annunciato aumenti superiori alla crescita del Pil annuo per il 2025. L'obiettivo di queste misure è stimolare la crescita dei consumi interni in un paese dove si investe tanto e consuma poco. Nel mentre in Italia i salari sono fermi da 30 ANNI.

Nonostante molti la dessero per morta terminata o al più frammentata in mille rivoli, prosegue la politica cinese della Belt and Road, con 214 miliardi di dollari di investimenti in un anno. Africa e Asia Centrale sono i perni di questo piano. Il focus si sta inoltre spostando, dal settore dei trasporti a quelli dell'energia (pulita e fossile) a quello minerario. Siamo in piena corsa alle supply chains?

L'opinione di un conservatore americano intelligente, nonchè esperto di armi e addestramento tattico, sull'omicidio di Minneapolis. Un'opinione valida e informata, che si concordi o meno. Anche le premesse fanno la differenza.

La notte del 3 Gennaio e del rapimento di Maduro commentata dal plenipotenziario russo. A pensar male si fa peccato, ma...

Sembra che l'accordo di libero scambio con l'India sia in fase di finalizzazione? Analisi di Guancha, ben spiegata come sempre. Da sapere: per rilanciare le auto europee servirebbe energia a basso costo. Per l'India: ma l'UE è davvero un partner affidabile?

Doppietta di Guancha, oggi, ma questa è una notizia importante. Importante da sapere: non me ne vogliano i Cinesi, ma il C919 non è un aereo cinese, anche se sarà prodotto in Cina. Le parti tecnologicamente significative sono americane, britanniche ed europee. La Cina, per ora, non è ancora riuscita a progettare un suo airliner e la joint venture coi Russi è saltata.

Lorenzo Maria Pacini spiega e commenta l'edizione 2026 del WEF di Davos. Una firma da seguire su un evento da seguire.

Marco Santopadre intervista la docente italo-iraniana Farian Sabahi, ci rivela un nuovo punto di vista che ribalta la narrazione governativa su Iran, sanzioni e proteste.

Il secondo step delle trattative per Gaza deve passare per un impegno umanitario concreto, tra cui la riapertura del valico di Rafah, queste le richieste di Il Cairo.

Le autorità israeliane chiedono la completa applicazione della prima parte dell'accordo prima di procedere alla fase due, condizionando alla restituzione dell'ultimo corpo l'apertura del valico di Rafah in settimana.
